Quando si parla di un’isola, lo si fa guardandola sempre con l’occhio al mare, alle sue spiagge. Se poi l’isola è l’Isola d’Elba ancor di più perché il suo ambiente marino è in molti casi ancora incontaminato e offre una varietà di scorci, panorami e calette invidiabile, anche data dalla conformazione varia del territorio che per un versante è calcareo e per l’altro granitico. Quello che vi proponiamo è un viaggio insolito all’Elba: con i piedi per terra, o in bicicletta, per scoprirla in una veste nuova che poi è forse la sua più vera e ancestrale. Una terra di coltivatori – e non pescatori come si crede – dove chi l’ha dominata e vissuta ha lasciato tracce mirabili.

Alla scoperta di un’insolita isola d’Elba, in bicicletta

Oltre a far bene al suo ambiente naturale, la scelta di esplorare l’Elba in bicicletta invece che utilizzare l’auto, sarà una mossa che vi regalerà grande libertà unita alla sensazione di avere l’isola a portata di mano. Se amate la vita da spiaggia, muovervi sulle due ruote vi permette di girare le splendide calette dell’isola senza il pensiero del parcheggio e di fermarvi con agio per immortalare i panorami mozzafiato che nel tragitto vi troverete davanti. La bici è per tutti: non è necessario essere particolarmente allenati. Se non siete dei cultori, noleggiate una e-bike: sarà un’esperienza fantastica e potrete raggiungere con poco sforzo anche borghi e luoghi sulle alture. Informatevi già prima di partire dove poterne prendere una a nolo, ma non sarà difficile: presto infatti sull’Elba si svolgerà il Campionato del Mondo di mountain bike marathon Uci e l’isola è pronta per accogliere sia professionisti che semplici appassionati della bicicletta.

E se temete di perdervi, tranquilli: grazie a ElbaSmartExploring, il progetto di mappatura digitale dell’isola, i percorsi bike e trekking che si dipanano sull’intero territorio sono disponibili su Google street view. Nel caso dovesse mancarvi l’ispirazione, su questo sito sono presentati diversi percorsi di ogni difficoltà e durata che accontentano davvero tutti (è diviso in trekking, spiagge e bike). Il consiglio è dunque di spingervi un po’ oltre le solite mete, di guardare con curiosità all’isola, magari ammirandola da prospettive nuove, per godere del mare anche dall’alto.

Isola d'Elba
Un panorama sul mare dell’Elba © Simona Denise Deiana

Isola d’Elba, terra di vino: nelle vigne dell’Aleatico

Non tutti sanno che un tempo l’Isola d’Elba era completamente coltivata, anche nelle sue alture, grazie ai terrazzamenti. La sua tradizione infatti è prettamente contadina, la pesca è arrivata solo in tempi moderni grazie all’emigrazione dei ponzesi. Così è facile che spesso ciò che vi troverete ad ammirare sia un panorama ricco di ulivi e soprattutto vigneti. Qui sono tanti gli ottimi vini prodotti, sia bianchi che rossi, ma un posto d’onore lo occupa sicuramente l’Aleatico, un passito Docg delizioso da gustare a fine pasto da solo o ad accompagnare uno dei dolci dell’isola, per esempio la famosa schiaccia briaca. É una bella esperienza fare visita a una delle tante aziende che producono vini sull’isola: molte offrono delle degustazioni, altre dei trekking, di certo tutte hanno storie di passione per questo mestiere da raccontare.

Come l’azienda Arrighi – che produce anche olio – il cui patron Antonio è un ottimo esempio di quanto l’amore per la terra e il territorio siano il requisito fondamentale per dare vita a ottimi vini. Oltre ai classici vini dell’Elba, qui è stato prodotto Nesos, un vino antico, ripercorrendo dopo 2500 anni le varie fasi della produzione del vino dell’isola di Chio. Antonio Arrighi da oltre dieci anni sperimentava e vinificava già nelle anfore di terracotta, ma quando sentì parlare il professor Attilio Scienza, dell’Università di Milano, della sua ricerca sul vino dell’isola di Chio, decise di intraprendere per primao l’esperimento enologico che l’ha portato oggi a essere l’unico a produrre “il vino degli de”i così come lo facevano gli antichi, immergendo l’uva in mare. Una storia affascinante come lo è girovagare tra i suoi filari nei pressi di Porto Azzurro: l’atmosfera è bucolica e d’altri tempi e in questi 15 ettari si coltivano diversi vitigni perché grande è la biodiversità che li caratterizza. 

Vino Nesos
Le anfore con il vino Nesos © Simona Denise Deiana

Il santuario della farfalle, l’Elba paradiso di biodiversità

È una delle caratteristiche dell’isola, la biodiversità. Un vero paradiso per gli amanti della natura che qui possono godere di meraviglie sia in acqua che sulla terra ferma.Tra le eccezionalità, c’è un trekking poco impegnativo, chiamato il santuario delle farfalle, lungo il quale è possibile ammirare con facilità numerose specie di farfalle presenti all’isola d’Elba. Si raggiunge sia da Marina di Campo che da Marciana Marina, qui le semplici indicazioni. Grazie ai finanziamenti di un progetto congiunto di Enel e Legambiente con la stretta collaborazione del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, è stata registrata la presenza di circa 50 specie, alcune delle quali particolarissime e molto diverse da quelle presenti nelle zone vicine. Lungo il sentiero sono almeno tre gli ambienti principali prediletti dalle farfalle: la pineta, la macchia mediterranea e i praticelli di crinale inframezzati da garighe.

Santuario delle farfalle
Hipparchia aristaeus, Elba Santuario delle farfalle © Roberto Barsaglini

Nei 6 chilometri quadrati di superficie del Santuario si possono osservare specie di elevatissima importanza biologica come la Polissena (Zerynthia cassandra), “riscoperta” dopo un’assenza durata oltre settant’anni, la vistosa Cleopatra (Gonepteryx cleopatra), dai colori sgargianti, la Tecla della quercia (Neozephyrus quercus) dalle ali blu scuro, le endemiche Lycaeides villai e Coenonympha corinna elbana, quest’ultima riconoscibile per i sei ocelli presenti sulle ali posteriori, le variopinte ed eleganti Giasone (Charaxes jasius), Podalirio (Iphiclides podalirius) e Macaone (Papilio machaon). Lungo il sentiero numerosi cartelli illustrano quasi tutte le specie di farfalle che possono essere osservate e le principali caratteristiche ambientali e biogeografiche che rendono la zona così importante per questi delicati animali.

A seconda di quando visiterete il Santuario, dedicato a Ornella Casnati, appassionata naturalista e autrice di numerose scoperte entomologiche, vi troverete a passeggiare tra il volo di centinaia di farfalle ma per riconoscerle al meglio, fatevi accompagnare da una guida ambientale del Parco, renderà l’esperienza ancora più interessante. In aggiunta, i panorami che ammirerete in questa zona sono splendidi.

Santuario delle farfalle
Colias croceus avvistata all’isola d’Elba © Roberto Barsaglini

Le tappe da non perdere: Portoferraio e altri borghi deliziosi

Una volta esplorate tutte le spiagge dell’isola, potreste aver voglia di andare oltre e conoscere la vera natura dell’Elba e un po’ della storia che la contraddistingue. Per farlo è utile seguire le gesta di due peronalità in particolare che sono approdate qui. Specie quest’anno, che segna il bicentenario dalla presenza di Napoleone sull’isola per i 10 mesi d’esilio, sono tanti infatti gli eventi e i luoghi per ricordare forse il più noto concittadino. Ma ancor più caro agli elbani è Cosimo de Medici al quale si deve, intorno alla metà del 1500, la fondazione di Cosmopolis, la città ideale e inespugnabile che ora conosciamo come Portoferraio dove entrambi hanno lasciato testimonianze del loro passaggio.

🤫 A due ripidi passi dalla Palazzi dei Mulini a Portoferraio, la spiaggia delle Viste conserva un mare limpido 🌊, i ciottoli colorati 🟫🟨🟧🟥 e tanti luoghi dove immergersi nella Riserva Marina dello Scoglietto 🤿

Posted by Visit Elba IT on Thursday, March 11, 2021

Spesso snobbata e definita da qualcuno “mortoferraio”, merita invece una visita approfondita e non uno sgardo fugace come invece le si concede sbarcati dai traghetti. Cominciate a scoprirla dall’alto, dalle Fortezze Medicee: la complessa articolazione di architettura militare che sale dalla Porta di terra della Cosmopolis cinquecentesca al Forte Falcone, a formare il poderoso fronte d’attacco che doveva difendere la città militare dagli assedi di terra. Il panorama che si gode da qui è in assoluto il migliore che possiate ammirare. Ma non è l’unica meraviglia in città: non perdete la chiesa della Misericordia dove ogni anno il 5 maggio vi si celebra una messa in onore di Napoleone e il Teatro degli vigilanti voluto anch’esso dal comandante francese. In città quindi si susseguono architetture Cinquecentesche affiancate da quelle di epoca napoleonica, tutte sorprendenti. Anche solo un distratto vagare per i vicoli dei questa città di mare, vi stupirà. La luce è stupenda così come l’atmosfera.

Portoferraio
Portoferraio, Isola d’Elba, l’antica Cosmopolis © Simona Denise Deiana

Se invece andate in cerca di una dimensione ancor più rilassata e a contatto con la natura, ecco delle tappe che fanno per voi con piccole chicche artistico-architettoniche: la romanica Pieve di San Giovanni Batttista sul monte Perone nel territorio comunale di Campo nell’Elba è davvero suggestiva anche se ora completamente scoperchiata. Il 21 giugno, giorno del solstizio estivo, il sole nascente la illumina internamente. A San Piero invece deliziosa é la chiesa dei Santi Pietro e Paolo in Campo che costituisce uno dei più significativi edifici religiosi d’epoca romanica dell’Elba. Interessante la struttura dell’edificio che si presenta diviso in due navate absidate. Incantevole anche il Santuario della Madonna del monte sul monte Giove nei pressi di Marciana al quale si arriva dopo una panoramica via crucis. Qui nel romitorio, Napoleone soggiornò con una delle sue amanti, ma prestate più attenzione a due cose: i castagni secolari alla fine del percorso devozionale e il bel Teatro della fonte all’esterno della chiesa. Ultima tappa a Poggio un piccolo paesino di montagna arroccato sotto la vetta del Monte Capanne con una particolare struttura a chiocciola rispetto alla sua chiesa davanti alla quale si trova anche una fontana opera di Giò Pomodoro.

Elba, San pietro e Paolo
La chiesa biabsidale di San Pietro e Paolo © Simona Denise Deiana

Trekking con vista mozzafiato sul mare

È solo uno dei tanti itinerari possibili quello di cui vi raccontiamo qui, che ci ha colpito per le fioriture meravigliose e ci ha anche ripagato della fatica (poca) con un panorama incredibile sul mare. Molte sono le possibilità di fare trekking sull’isola d’Elba: trovate molti consigli sui percorsi divisi per tematiche qui. Anche se non si raggiungono altezze notevoli, queste escursioni possono essere comunque pericolose, dunque accertatevi bene del grado di difficoltà prima di intrapenderle e, per godere al meglio dell’esperienza, fatevi accompagnare da una guida.

Caprili
Gli antichi caprili perfettamente conservati © Simona Denise Deiana

Come vi abbiamo raccontato, l’Isola d’Elba era un’isola di agricoltori e anche di allevatori, così specie nella zona occidentale dell’isola è possibile ammirare i caprili, strutture pastorali tipiche realizzate con delle pietre utilizzate sino agli anni 70/80 circa per radunare e poi mungere le capre. Esistono un trekking (111 e 130) che vi portano alla scoperta di queste antiche strutture, alcune delle quali perfettamente conservate, che se percorsi interamente sono lunghi 19 chilometri da coprire in circa 5 ore. Chiaramente è possibile frazionarli o percorrerli solo in parte. Sono considerati trekking E con alcuni tratti per escursionisti esperti, dunque fate attenzione prima di partire. Ricordate inoltre che lungo tutti i sentieri dell’Elba non esiste alcun rifugio, dunque è bene portarsi cibo e acqua. Arrivati a Masso alla Quata, vi emozionerete per ciò che avrete di fronte a voi: uno spettacolo naturale tra roccia, fiori e mare incantevole.

Per i più esperti infine, ricordiamo la Gte, Grande traversata elbana, un trekking stupendo che attraversa appunto l’isola e permette di scoprirla in ogni suo differente ambiente naturale.