Orientamento all’autodeterminazione dei popoli

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI. SE LA CONOSCI, E’ DALLA TUA PARTE NON DEI PIU’ FORTI. UNA SINGOLA VOCE PUO’ CAMBIARE IL MONDO

Il principio di autodeterminazione dei popoli si è sviluppato compiutamente a partire dalla seconda metà del Novecento, nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale. In particolare, è stata l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a promuoverne lo sviluppo all’interno della Comunità degli Stati.

La Carta delle Nazioni Unite, infatti, al Capitolo I (dedicato ai fini e principi dell’Organizzazione), articolo 1, paragrafo 2, individua come fine delle Nazioni Unite:

“Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto-determinazione dei popoli…”

Tra le principali convenzioni internazionali che sono intervenute a sancire il diritto di autodeterminazione dei popoli vi è il Patto internazionale sui diritti civili e politici, stipulato nell’ambito dell’ONU nel 1966. L’Italia ha ricevuto questa convenzione con la legge n.881 del 1977.

Altro passo fondamentale è stata la “Dichiarazione relativa alle relazioni amichevoli ed alla cooperazione fra stati” del 1970, in cui si sancì il divieto di ricorrere a qualsiasi misura coercitiva suscettibile di privare i popoli del loro diritto all’autodeterminazione.

Ancora più chiaramente si è espressa la “Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa” (CSCE) nell’Atto Finale di Helsinki del 1975, in cui si afferma il diritto per tutti i popoli di stabilire in piena libertà, quando e come lo desiderano, il loro regime politico senza ingerenza esterna e di perseguire come desiderano il loro sviluppo economico, sociale e culturale.

Il contenuto del principio di autodeterminazione dei popoli consiste negli obblighi per gli Stati della Comunità internazionale di non impedire o anche intralciare l’autodeterminazione dei popoli, intesa come libertà degli stessi di autodeterminare il proprio assetto costituzionale.

In particolare il principio è servito a favorire la decolonizzazione, in quanto ha permesso ai Paesi in via di sviluppo di elezioni indire, darsi una costituzione libera propria, scegliere la forma di governo, senza subire pressioni dagli Stati più sviluppati.

Nella Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli, si afferma:

« Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato (…) costituisce un popolo. Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale. Ogni popolo ha il diritto di affermarsi come nazione .» Di fatto con Popolo non esiste un minimo quantitativo di esseri umani per determinarlo. Altresì sono ben definite le caratteristiche per definirsi Popolo. Di fatto sappiamo che al mondo esistono Popoli ormai formati da un singolo essere umano. In virtù di quanto sopra, negli anni passati alcuni esseri umani hanno delineato un percorso, nel rispetto del Diritto Internazionale, per autodeterminarsi Popolo. La Confederazione pertanto come da statuto, confedera tutti quegli esseri umani che, del principio di autodeterminazione; ne hanno fatto uno strumento forte di salvaguardia dei Diritti umani, rendendosi disponibili verso la collettività con un Alto scopo Umanitario. Per aver maggiori dettagli.